Marta va reintegrata, nessuno resta indietro!

 

I lavoratori della Diaconia Valdese aderenti al CLAP (Camere del Lavoro Autonomo e Precario) hanno promosso due ore di sciopero per il 19 luglio con presidio a Milano.

Le Diaconie sono un ente ecclesiastico che si “occupa di anziani, minori e giovani, disabili, adulti in difficoltà, migranti e attività di volontariato”, cosi recita il “chi siamo” del loro portale. In accordo a questa missione a favore dei poveri l’invito a donare l’8 per mille va a finanziare associazioni, cooperative e prese in carico di appalti vari.

Tanti nomi per tante declinazioni, tante mission ma a ben vedere il fine ultimo è il profitto. Profitto che si impone come la vera religione che sovrasta buoni propositi e credi religiosi.

Combinando l’8 per mille con le rette e i contributi pubblici, miracolosamente dove c’era l’esercizio dell’assistenza caritatevole si accende lo spirito d’impresa che ha una sola vocazione estrarre ricchezza anche tra i figli di un Dio minore.

Lo spirito evangelico viene prontamente messo da parte e morale, etica e la stessa religione si riducono ad uno slogan per le campagne di promozione aziendale “nessuno resta indietro” affianca il donate l’8 per mille.

La logica impersonale e irrazionale del Capitale che fa dei poveri e dei bisognosi una occasione per imprenditori poco caritatevoli ne ha preso il posto. Tanto poco caritatevole che mette alla porta una loro dipendente. Marta ha avanzato rivendicazioni sindacali evidentemente non compatibili con la profittabilità degli appalti.

La forma stessa dell’allontanamento è una sorta di scomunica attuato in puro stile patriarcale che nulla ha a che vedere con le normali procedure disciplinari. Gli addebiti a Marta non sono stati mai trasmessi e mai questa ha potuto fornire le contro deduzioni.

Sembra che la prossimità a Dio di queste Chiese eserciti una prepotente inclinazione al dispotismo che ha in dispregio norme sindacali e la dignità stessa delle lavoratrici.

Ma la dirigenza aziendale (poco evangelica) non ha considerato che accanto alle potenze divine (assenteiste) si è attivata timidamente, gradualmente, prepotentemente una potenza tutta terrena: la solidarietà e l’unione di lotta dei lavoratori.

Al presidio di Milano la stragrande parte dei dipendenti ha scioperato e presenziato alla manifestazione. Lavoratori in prevalenza con contratti a termine e altri in part-time quindi in condizione di povertà e precarietà che curano, assistono la povertà e il disagio. Con l’algebra il segno meno che moltiplica un altro meno si converte in segno positivo qui nella Diaconia Valdese si moltiplica solo miseria e povertà.

Il “nessuno resta indietro” i lavoratori lo fanno proprio e rivendicano all’unisono con tutti i lavoratori delle cooperative sociali e del terzo settore il reintegro di Marta. Marta non è sola, Marte e come noi, è tutti noi: poveri che aiutano, veramente, altri poveri. Con l’idea forza della lotta per la dignità allarghiamo il fronte della solidarietà dei lavoratori.

COORDINAMENTO DI LOTTA DELLE COOOPERATIVE SOCIALI

 

22 luglio 2024